To Cloud or Not To Cloud?

Pubblicato il 14 giugno, 2018 da Raffaele Amoia

Ogni giorno sentiamo parlare di Cloud: più conveniente, più sicuro, più veloce, ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Lo scopo di questo articolo non è quello di spiegare cos’è il Cloud, ma come il mercato sta reagendo a questo fenomeno.

In questi ultimi anni abbiamo visto aziende di tutte le dimensioni passare al Cloud pubblico, con il desiderio di ottimizzare i costi. L’obiettivo è quello di passare da un investimento tutto e subito (quello dell’On-Premise), a quello di un costo ricorrente mensile o annuale, basato sui consumi come la modalità Cloud.  Si tratta del tipo di investimenti che, in gergo tecnico, vengono chiamati CAPEX contro OPEX.

Ma se facciamo attenzione e diamo uno attento sguardo, noteremo altrettanti esempi di aziende che sono tornate sui loro passi, costruendo infrastrutture in casa, dovuto alla diminuzione del costo degli storage e dei server o a causa delle limitazioni derivanti da questi servizi Cloud offerti.

Quindi, cosa fare?

Semplicemente bisogna capire che il Cloud non è un servizio che va bene per tutti. Nel mondo moderno, dove le esigenze sono sempre diverse, è fondamentale personalizzare la soluzione. È come comprare un vestito taglia unica oppure farsi fare un vestito su misura.

Prima di prendere qualsiasi decisione, è necessario considerare le implicazioni di avere l’infrastruttura in casa: i costi fissi di acquisto e manutenzione, lo spazio, la corrente, il raffreddamento, l’adeguamento delle sale server, i costi del personale che deve non solo gestire la parte operativa, ma anche fisicamente tutto lo strato HW e di base (di solito questa parte è invisibile per i servizi Cloud).

Il Cloud in casa gode di notevoli vantaggi, tra cui il poter virtualizzare l’infrastruttura e gestirla secondo i propri criteri e standard.

Al contrario, adottare il Cloud in quanto servizio (che esso sia PaaS, SaaS o IaaS), comporta investire in connettività per raggiungere il provider scelto, ma eliminando tutti i costi di hardware ed ottimizzando l’acquisto delle licenze (che solitamente sono acquistate tramite contratto CSP o SPLA). Così, è possibile eliminare i cosiddetti “fastidi di gestione”.

Usufruire di un servizio gestito da chi fa “Cloud di mestiere”, avendo già quindi investito in tutti i costi fissi accennati prima, consente di trasformare l’infrastruttura in una soluzione adatta a molti clienti, traendo quindi vantaggio dalle economie di scala, proponendo prezzi fissi basati sul consumo effettivo delle risorse. Questo consente alle aziende di adottare l’infrastruttura in Cloud e utilizzare un’ampia gamma di servizi che sarebbe estremamente oneroso implementare e gestire nel proprio data center.  

Facciamo qualche esempio:

Necessito solo di servizi standard come la posta elettronica, un file server e poco più. È preferibile optare per un servizio esterno strutturato, come il PaaS di Office 365, senza addossarmi le problematiche di gestione di: sistema operativo, backup, ridondanza, alta affidabilità e sicurezza del dato.

Se necessito di un servizio di streaming video, sarebbe impensabile implementarlo in casa, in quanto richiederebbe un grande investimento in banda che non saremo in grado di sfruttare al meglio.

Nel caso di aumento di lavoro solo per un limitato periodo dell’anno, il Cloud sarebbe la soluzione ideale: si potrebbero acquistare risorse infinite, spendendo qualcosa in più solo per quel periodo dell’anno, evitando di comprare ulteriori componenti d’ infrastruttura (e quindi più licenze, etc.) che rimarrebbero inutilizzati durante il resto dell’anno.

Allo stesso modo, necessito un servizio di Disaster Recovery e non ho alcuna struttura dove allocarlo, quanto mi costerebbe costruire un’ulteriore sala adatta ad ospitare il DR? Il Cloud è la soluzione perfetta, perché permette di spostare i dati aziendali e utilizzarli solo in caso di vero disastro.

Al contrario, se ho bisogno di un’applicazione complessa con grandi scambi di dati, probabilmente il Cloud non sarà la soluzione appropriata, poiché necessita di un alto investimento in connettività.

Per contro, avere un IT interno in grado di gestire la propria infrastruttura dà un senso di sicurezza, perché ti permette di chiedere le informazioni direttamente al tuo team e creare un rapporto di fedeltà, con un tempo di intervento controllabile.

Bene, siete più confusi di prima? È normale!

Si chiama “Effetto Zynga”, come la famosa piattaforma di gaming su scala mondiale, la quale ha deciso di usufruire dei servizi di Amazon AWS per il suo successo, per poi creare la propria infrastruttura in casa ed infine ritornare in Cloud sulla piattaforma AWS per la maggior parte dei servizi.

È un interessante case study su cui 4IT Solutions può aiutarvi a riflettere e valutare insieme se la soluzione Cloud può essere un vantaggio per la tua azienda oppure un mal di pancia.

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