Come ridurre i rischi legati alla cybersecurity con il Cloud

Pubblicato il 15 ottobre, 2020 da 4IT Solutions

Scoprire che la propria identità aziendale è stata rubata o compromessa, assistere impotenti al furto dei propri dati e di informazioni riservate, riscontrare sottrazioni di credenziali bancarie o denaro, vedere i propri servizi aziendali improvvisamente sospesi, subire il sabotaggio dei propri sistemi informatici: questi sono solo i principali pericoli che corre un’azienda a causa del cosiddetto cybercrime, la criminalità informatica.

Si tratta di un tipo di attività illegale che si sta affermando maggiormente di anno in anno all’interno della nostra società, sempre più “online oriented”. Aziende, enti e persino privati sono vittime spesso inconsapevoli di spionaggio e manipolazioni dei dati da parte degli hacker, i criminali informatici divenuti tristemente popolari anche grazie alla fiction e che costituiscono in un certo senso la forma più avanguardistica di delinquenza.

 

Bisogna considerare che, con il progredire della presenza tecnologica nella nostra vita personale e lavorativa (si pensi per esempio ai device mobili, come smartphone e tablet) e con l’aumento del ricorso a soluzioni lavorative da remoto, come lo smart working, si vengono a creare sempre più finestre di vulnerabilità all’interno dei sistemi aziendali che ne mettono in pericolo la sicurezza, la stabilità e l’economia.

 

Ecco perché conoscere bene i rischi informatici è fondamentale per poter tutelare il futuro della propria impresa e la propria immagine aziendale: non è un caso, infatti, che le più recenti normative in materia di sicurezza dati richiedano alle organizzazioni di dotarsi di dispositivi di cyber security sempre più efficienti al fine di poter operare legalmente.

 

Eppure, nonostante recenti sondaggi dimostrino che oltre il 92% delle PMI abbia subito un attacco informatico nel corso del 2019, la maggior parte dei professionisti continua a ignorare i rischi connessi a questo tipo di intrusioni. Tutto questo mentre, magari, sofisticati virus elettronici sono già inoculati da mesi o anni nel loro sistema e continuano giorno dopo giorno a sottrarre informazioni. Ritenersi al sicuro rappresenta quindi un grosso errore, che porta ad abbassare il livello di guardia e a sottovalutare le conseguenze di un attacco informatico fino a quando non è ormai troppo tardi.

 

Oltre il 70% degli attacchi, del resto, avviene proprio a causa di un errore umano. Le persone che lavorano in un’azienda sono infatti il principale punto debole sfruttato dagli hacker per penetrare nel sistema. Le tecniche utilizzate a questo fine sono molteplici e in continuo aggiornamento, di pari passo con l’evoluzione informatica. Tra le più note ci sono:

 

  • il Ransomware, un virus che blocca i dispositivi infettati impedendone l’accesso e l’utilizzo se non dietro pagamento di un riscatto (solitamente in bitcoin). Spesso le aziende sono restie a chiedere aiuto alla polizia per timore del danno reputazionale.
  • Il Phishing, truffa in cui il criminale si finge un interlocutore noto (la banca, la posta, ecc.) che fornisce un link su cui cliccare. Aprendo il link, si veicola un virus all’interno del sistema.
  • Lo Spear phishing, un attacco Phishing mirato a una persona specifica, solitamente un manager o una figura chiave all’interno dell’azienda che detiene l’accesso a dati sensibili e a informazioni riservate (redditizie sul mercato dello spionaggio industriale).
  • Il Social engineering, un insieme di tecniche che sfrutta le informazioni pubbliche di una persona presenti sui social network per avere accesso alla sua vita e a quanti più dati utili possibile.
  • Gli Spyware, virus-spia spesso introdotti nei sistemi attraverso device mobili come smartphone o tablet.

 

Come tutelarsi, quindi, da questo tipo di attacchi e di rischi? Il primo passo è sicuramente quello di mettere al sicuro i dati, che sono gli elementi che costituiscono l’identità operativa dell’azienda, nonché il suo capitale in termini di business e di reputazione. Per fare questo, la migliore soluzione è uno storage che li possa proteggere adeguatamente, ovvero che non sia vincolato a supporti fisici interni all’azienda esposti alla possibilità di violazione informatica.

 

Il Cloud storage è il sistema che risponde a questi requisiti. Attraverso di esso, è possibile archiviare ed elaborare i dati aziendali presso data center di terze parti secondo diversi modelli di servizio, come SaaS, PaaS e Iaas e differenti modelli di distribuzione (ovvero privati, pubblici, ibridi o di community). In questo modo, i dati risultano preservati da attacchi diretti. Il loro ripristino in backup in caso di blocco delle funzioni della rete aziendale, di Ransomware o di altri virus è quindi immediato e consente di mantenere la continuità di business. Oltre a questo vantaggio cruciale, il Cloud garantisce costi inferiori, un’implementazione più semplice e una scalabilità illimitata rispetto allo storage On premise.

 

Nell’ambito dell’archiviazione Cloud, sono due le soluzioni proposte da 4IT Solutions:

 

· 4IT Cloud Backup

· 4IT 365 Cloud Backup

 

Il primo, basato su Veeam Cloud Connect, permette di salvare i propri backup off-site presso il Data center 4IT Solutions (allocato in Svizzera): un modo sicuro, facile e veloce che non richiede l’utilizzo di ulteriori hardware o software.

Il secondo, basato su Veeam Cloud Connect e Veeam Backup for Office365, è invece mirato per il cloud storage e il backup dei dati relativi a Microsoft365 / Office365 (come Exchange Online, SharePoint Online, OneDrive for Business e Microsoft Teams). Quest’ultimo risulta particolarmente importante se si considera che è stato rilevato che oltre la metà dei dati sensibili di un’azienda è conservato nei documenti Office, e che tre quarti di questi dati sono solitamente sprovvisti di backup.

 

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni circa i pericoli degli attacchi informatici e le migliori soluzioni per proteggere i tuoi dati aziendali, contattaci: ti forniremo tutte le informazioni di cui hai bisogno.

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