Come ottimizzare la tua strategia di IT ibrido: 8 elementi essenziali

Pubblicato il 25 settembre, 2018 da Elisa Manzieri

La trasformazione digitale è reale ed è un processo necessario e continuo per tutte le aziende.

Viviamo in un mondo dove tutto ruota intorno all’Information Technology, per cui è fondamentale tenere in considerazione i fattori chiave che consentono tale trasformazione: Agilità, scalabilità, riduzione dei costi, insieme a Performance, sicurezza dei dati, controllo e conformità dei sistemi.  Questi fattori determinano quindi la base di analisi sul vero impatto delle applicazioni off-premise e on-premise sull’intero ecosistema aziendale.


Le necessità di oggi

Analizzati i vantaggi e svantaggi delle varie tipologie di Cloud, le aziende si sono spinte oltre, nel desiderio di trovare una soluzione che soddisfi al meglio le proprie necessità: alcune applicazioni esecutive meglio dislocate in Cloud Pubblico (come i servizi web), mentre altre più adatte on-premise (database e dati sensibili). Si è quindi verificato un cambiamento nel modo di pensare da “mettiamo tutto in Cloud” al “spostiamo i giusti carichi di lavoro nei giusti ambienti”.

Per rispondere alle nuove esigenze di business, l’IT deve avere la possibilità di comporre e ricomporre le risorse in modo flessibile ed efficiente per rispondere a nuove esigenze in pochi minuti, fornendo un insieme di risorse fluide a cui gli utenti possono accedere. L’IT deve anche essere capace di prevedere le necessità future e allocare le risorse senza che gli utenti ne siano a conoscenza, ma soprattutto l’IT deve essere automatizzato per dare la possibilità agli specialisti IT di dedicarsi alle attività di core business.

Tutto queste potenzialità sono offerte dall’approccio IT ibrido, in quanto è dimostrato essere il metodo più apprezzato dalla maggior parte delle aziende, essendo il mix giusto tra IT tradizionale, Cloud Privato e Cloud Pubblico con un approccio bilanciato tra agilità, controllo e costi.

 

Come generare valore con la soluzione di IT ibrido?

Una vera implementazione dell’IT ibrido deve andare ben oltre l’attuale generazione di sistemi Cloud ibridi, dove le soluzioni on-premise e off-premise sono rimaste largamente isolate e tuttora devono essere gestite indipendentemente.

Per evitare la possibilità per l’azienda di gestire infrastrutture separate, on-premise o Cloud, è necessario avere un’unica visione su tutte le piattaforme che siano IT tradizionale, Cloud Privato o Cloud Pubblico. Sviluppatori e staff operativo richiedono una piattaforma unica attraverso la quale possano creare applicazioni libere di essere eseguite ovunque abbia senso dislocarle, in Cloud Pubblico o on-premise. I responsabili IT e dirigenti desiderano avere visibilità attraverso tutto l’insieme delle risorse di infrastruttura per mantenere l’operatività e per compiere attività analitiche di valore da tutti i dati raccolti.


Le aziende hanno bisogno di strumenti che consentano una rapida supervisione dell’IT e una gestione semplificata e automatizzata, così che molteplici sistemi possano essere controllati da un gruppo più ristretto di addetti amministrativi. L’accesso ai dati deve essere onnipresente, sia per applicazioni ad alta intensità dei dati sia per sfruttare al meglio l’analisi operativa, per cui è necessario integrare la governance ad alti livelli di sicurezza.

Perciò, come è possibile avvicinare ambienti IT separati per massimizzare il valore creato? Per questo vogliamo proporti gli 8 elementi essenziali per realizzare l’implementazione ideale di IT ibrido.

    1. L’IT ibrido richiede un piano di controllo unico. L’implementazione deve essere semplice, rapida e software-defined, in modo da collegare l’infrastruttura tradizionale con il Cloud Privato e Pubblico, creando un ponte tra i due mondi con soluzione di continuità e offrendo una gestione unificata.

    2. L’IT ibrido deve supportare i sistemi operativi e i livelli di virtualizzazione emergenti adottati dalle aziende per ospitare le proprie applicazioni. Il vero IT ibrido non vuole eliminare le infrastrutture di data center e le best-practice di gestione, ma integrarsi in queste basi per costruire nuove soluzioni che consentano di ottenere il massimo dagli investimenti esistenti.

    3. Tutto deve essere software-defined e disponibile in formati multipli. I nuovi sistemi “componibili” consentono la combinazione più flessibile e dinamica delle risorse, capaci di adattare in tempo reale le diverse esigenze dei carichi di lavoro. Tuttavia, è necessaria una base di iperconvergenza e infrastruttura componibile al fine di ottenere la vera efficienza e alti livelli di performance on-premise.

    4. La possibilità di costruire e implementare le applicazioni ovunque. È necessario uno spazio di lavoro self-service ibrido, che supporti i carichi di lavoro tradizionali nelle VMs, applicazioni moderne dei containers ed offra la flessibilità attraverso le soluzioni fisiche e i Cloud Privati e Pubblici.

    5. La necessità di un portale “IT Management-as-a-Service” che sia “no-ops”. Utilizzare un portale aziendale per l’IT ibrido che consenta di accedere facilmente alla gestione e controllo delle componenti e scalare i Cloud ibridi, il tutto con il minor numero di attività necessarie e favorendo i processi di governace, conformità e gestione aziendale.

    6. I servizi di dati integrati e software-defined sono la componente chiave per l’IT ibrido. I dati tradizionali e i servizi storage sono collegati ad una infrastruttura hardware specifica e non forniscono la flessibilità desiderata. Con l’aumento esponenziale dei dati, i servizi dei dati software-defined diventano sempre più necessari, garantendo livelli elevati di efficienza, resilienza e mobilità, offrendo un risparmio fino al 90% della capacità di storage.

    7. Una piattaforma che offra visibilità completa dei costi e livelli di consumo. Disporre di una piattaforma analitica aziendale che non sia limitata ai livelli di servizio, ma estesa alla visibilità dei costi complessivi e sviluppare così un ecosistema di controllo sui molteplici fornitori di servizi Cloud.

    8. Avere spazio disponibile per le tecnologie emergenti. L’architettura IT ibrida deve avere spazio sufficiente per integrare ulteriori servizi futuri e rimanere agile, per permettere all’azienda di reagire più velocemente ai cambiamenti del mercato.

Abbracciare il cambiamento:

Possiamo quindi concludere che per guidare un’azienda attraverso i rapidi cambiamenti nella tecnologia, nei modelli aziendali e nel comportamento del consumatore, è necessario adottare un approccio di forte leadership, strategie dirompenti e un’attitudine favorevole al cambiamento.
Si tratta di un percorso che porta l’azienda a spingersi oltre il limite del “normale” per abbracciare il cambiamento organizzativo, processi e sistemi più agili per supportare la trasformazione.

Cambia anche il comportamento del consumatore, in quanto “digitally empowered” e richiede nuove forme di coinvolgimento e una diversa esperienza con l’organizzazione, prendendo parte al processo di trasformazione.

Purtroppo per molte aziende non si tratta di scegliere ma di una necessità per sopravvivere e crescere: È necessario quindi dedicarsi alla trasformazione digitale per migliorare, connettere e cambiare radicalmente i processi aziendali, al fine di accrescere e intensificare l’esperienza del cliente e sfruttare l’innovazione.

Dunque, per mettere in atto questa infrastruttura tecnologica di nuova generazione è essenziale garantire che i dati colleghino le persone con le giuste informazioni e processi, per portare ad un’esperienza superiore per i clienti, partner e dipendenti.

 

Le 20 nozioni da sapere del Cloud

Scopri tutti i nostri servizi

    SCOPRILI ORA

Tieniti aggiornato sulle nostre news

@ 2018 (Copyright) 4IT Solutions
Privacy Policy

Credits: Ander Group