Come il modello di consumo IT può bilanciare e sostenere il tuo business?

Pubblicato il 10 settembre, 2018 da Raffaele Amoia

In questo nuovo articolo vogliamo affrontare una tematica poco esplorata ma decisamente importante per tutte le aziende per rimanere competitive nell'era della Digital Transformation: i modelli di consumo IT.

Cosa sono i Modelli di consumo IT?

Un modello di consumo dell’Information Technology è il modo con cui le aziende utilizzano i servizi e le risorse informatiche per raggiungere un equilibrio tra i costi, efficienza e produttività, affrontando al tempo stesso le attività amministrative e analitiche, al fine di migliorare i processi e gli obiettivi aziendali.

Il modello di consumo IT rappresenta la convergenza tra la tecnologia in evoluzione, le crescenti richieste degli utenti e un panorama aziendale in evoluzione. Questo è lo scenario che si presenta ad ogni azienda ormai coinvolta nella Digital Transformation: la trasformazione dall’informatica al consumo delle risorse IT, che non si basa più solo sull’innovazione e i processi tecnologici ma anche sulle transazioni commerciali.

Quando un’azienda ha necessità di pianificare un progetto di business, che sia operativo o strategico, il dipartimento che deve sostenere e bilanciare maggiormente le nuove sfide, è proprio il dipartimento IT.

L’IT lotta per soddisfare la domanda:

Per decenni, il modello IT tradizionale si basava sulle spese in conto capitale (CAPEX) per gli acquisti e le attrezzature dirette, oltre che alle spese associate al loro funzionamento e manutenzione. Questo modello ha richiesto alle aziende di acquistare l’infrastruttura in anticipo, implementarla on-premise e mantenerla nel tempo, assumendosi direttamente tutti i rischi di investimento e di gestione.

Per molte aziende, questo modello si è tradotto in un approccio troppo oneroso e rischioso da costruire e mantenere, quindi insostenibile, a causa dei rapidi cambiamenti tecnologici e delle esigenze degli utenti in costante evoluzione. È evidente che le aziende che hanno l’obiettivo di competere in mercati in rapida evoluzione non possono più fare affidamento su questo modello IT. Il mondo è cambiato.

Nonostante le aziende desiderano acquisire il vantaggio competitivo fornito dalla Digital Transformation, il 75% dei dirigenti ritiene che la propria azienda non abbia le caratteristiche per rendere la trasformazione possibile, e questo rappresenta la sfida maggiore per le aziende di oggi.

Il processo di trasformazione non significa imporre al dipartimento IT di svolgere le operazioni in modo più veloce, ma si tratta di un approccio molto più complesso. Per trasformare i processi di business e assicurare la fornitura adeguata di applicazioni e soluzioni in linea con le necessità d’impresa, le organizzazioni devono necessariamente ripensare e rivalutare “COME” opera il dipartimento IT: come viene distribuito l’IT, come viene finanziato l’IT e come vengono consumate le risorse IT.

Come vengono distribuiti i servizi e le applicazioni IT:

È importante ora identificare e definire con chiarezza i vantaggi e gli svantaggi di ogni metodo di distribuzione.

 

Modello Public Cloud: “Tenere il passo”

I servizi in Public Cloud sono particolarmente allettanti per quelle aziende che sono state bruscamente abbandonate nel mondo IT a causa della Digital Disruption, o sconvolgimento digitale, cercando quindi di risolvere i problemi di IT tradizionale acquistando servizi IT (OPEX), anziché costruire servizi propri.

Da un lato le aziende possono scegliere le risorse e servizi IT di cui hanno bisogno (flessibilità e agilità), lasciando l’acquisto e la gestione al provider del servizio Cloud. Espandere i servizi e licenze IT (scalabilità) è questione di minuti anziché mesi di progetto, insieme a maggiore accessibilità off-site ai servizi da parte dei dipendenti. Dall’altro, il Public Cloud comporta una perdita di controllo dei dati e di sicurezza, con impatto negativo sulla disponibilità.

 

Modello Private Cloud: “Riprendere il controllo”

I servizi in Private Cloud consentono alle aziende di applicare alla propria infrastruttura IT il modello di provisioning self-service (disponibilità). Offre elevato controllo e proprietà dei dati, così come sicurezza e disponibilità delle risorse. Alcuni limiti possono essere la limitata scalabilità rispetto al Public Cloud, e la gestione del Cloud è affidata all’azienda stessa (non al provider), per cui sono richieste risorse e competenze IT proprie.

 

Modello Managed Cloud: “Il meglio dei due mondi”

Questo modello presenta una soluzione in Cloud gestita, ovvero il Cloud dedicato all’azienda ma gestito da un provider esterno. Il Managed Cloud è progettato per offrire i vantaggi del Public Cloud (flessibilità, agilità e scalabilità), ad un costo leggermente superiore, ma con alti livelli di sicurezza, disponibilità e controllo dei dati (vantaggi del Private Cloud).

E poiché nessun metodo di implementazione soddisfa le esigenze di ogni applicazione, in quale modo l’IT può gestire e bilanciare tutte le variabili per soddisfare la domanda?

 

Modello Hybrid IT: “La nuova frontiera”

Come dimostra un recente studio di Harvard Business Review [1], Il 63% delle aziende sta adottando il modello di Hybrid IT, divenuto il modello operativo IT dominante. Perché?

Semplicemente perché ad oggi nessuna piattaforma singola è in grado di gestire le diverse applicazioni e i dati ma, grazie al modello di IT ibrido, le aziende possono gestire tutti questi diversi ambienti insieme: IT tradizionale, Public Cloud e Private Cloud. Lo sviluppo non è più un progetto di 18 mesi, ma è iterativo, veloce e continuo in pochi minuti e ore. Nonostante un livello più complesso di implementazione del modello ibrido, questo non rappresenta un limite per l’IT di muoversi abilmente e soddisfare al meglio le esigenze aziendali.

 

Il modello operativo ottimale di consumo IT abbraccia il giusto mix:

Il giusto mix previsto dal modello di IT ibrido consente all’IT di avere il pieno controllo di app e dati per guidare il core business della propria azienda, e comporre risorse in modo dinamico.

L’elemento fondamentale per l’equilibrio dell’intera azienda: l’IT è l’ago della bilancia, avendo la flessibilità di spostare i carichi di lavoro secondo le necessità, senza migrazioni complesse o vincoli del provider, con allineamento flessibile delle risorse. Il giusto mix di IT ibrido consente di bilanciare controllo, agilità, prestazioni e costi secondo necessità.

Ciascuna azienda deve individuale il proprio mix in continua evoluzione e coerente con le necessità mutevoli, a seconda dei fattori guida operativi, core business e del settore industriale. Poiché il mix IT ibrido è elastico e agile, può liberare budget e aumentare le opportunità di investimento, offrendo all’azienda la flessibilità e l’efficienza necessarie per crescere il proprio business e competere abilmente nell’era della Digital Transformation.

Le 20 nozioni da sapere del Cloud

[1]“Hybrid IT Takes Center Stage,” Harvard Business Review, June 2016

 

 

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